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Data: 01/09/2010
 Le foto di Lord Arthur alla trasmissione Colpo Grosso . Sezione TELEVISIONE.

         
 

Recensione sul film: Re per una notte (the King of Comedy) - con Jerry Lewis e Robert De Niro, regia di Martin Scorsese, produzione U.S.A. 1983.

Di: Lord Arthur.



Re per una notte è senza ombra di dubbio uno dei film che meglio rappresenta coloro che vogliono sfondare a tutti i costi nel mondo dello show businnes (mi riferisco a tutti quegli artisti che, vuoi per sfortuna o per mancanza reale di agganci, non riescono assolutamente ad inserirsi in questo mondo tanto ambito).
La storia, rappresentata magistralmente da un Robert de Niro quasi irriconoscibile, produce emozioni forti nello spettatore che, nonostante si renda conto il personaggio commetta un grave reato, finisce col fare il tifo per lui.
Il continuo combattere con il suo "mondo", rende Rupert Pupkin (il protagonista del film), perfettamente consapevole della sciocchezza del gesto che compie, ma è addolcito dalla convinzione di non fare del male a nessuno, perchè martire di un sistema che mira a conservare ciò che è una carta sicura, (Jerry Langford-Lewis) e non rischiare con la freschezza o la novità, rappresentata dal comico emergente.
Lungo il percorso del film si arriva addirittura ad accantonare Jerry, a non considerarlo come realmente è, una vittima di un mitomane. Rupert rappresenta un grido disperato, lanciato da un uomo che cerca di porsi, senza successo, all'attenzione di tutti.
Quanti artisti si saranno identificati in Rupert, palladino inconsapevole e portabandiera di tutti i bistrattati autori, attori, comici, insomma aspiranti artisti che ancora non riescono a vivere di sola arte.
Quante volte poi, per riuscire a trovare la forza di continuare, l'artista pensa: mah… sarà per la prossima volta! Senza accorgersi che il tempo passa e che i capelli si fanno grigi senza mai combinare nulla di veramente concreto.
Re per una notte è quindi una sorta di black comedy con un finale meraviglioso, lo stesso finale che ogni persona o meglio artista senza lavoro spera sin dall'inizio.

Rupert Pupkin (Robert Redford) è un comico autodidatta, che cerca di inserirsi nel mondo dello spettacolo, ma non avendo "accademia", cerca di farlo studiando bene il suo personaggio di riferimento, un comico di successo (Jerry Lewis) che conduce uno show di grande audience .
Rupert, trasforma la sua casa come fosse il set di un talk show parecchio elegante, con tanto di poltrone per gli ospiti, orchestra, pubblico e naturalmente alcuni dei personaggi più in voga in quel momento..sono solo foto sagomate a grandezza naturale, ma danno veramente l'idea di ciò che può essere l'atmosfera all'interno di un grande show.
Per i suoi monologhi prende spunto da fatti realmente accaduti a se stesso e cerca di renderli buffi per il pubblico.
Rupert è un uomo non più tanto giovane, 34 anni di vita difficile alle spalle, fatta di miseria, solitudine ed emarginazione, ingredienti che lasciano prevedere una vita tutt'altro che rosea.
Nonostante la condizione, non si perde d'animo.
Sogna un futuro migliore, questo lo spinge ad assumere un atteggiamento ironico nei confronti del mondo, ma, a quanto pare "il mondo," non è della stessa opinione. Lo ritiene un buono a nulla, un sognatore, un inconcludente.
Eppure Rupert è un uomo gentile, molto educato, veste elegante, si circonda di pochi amici persone come lui, forse un tantino disturbate che sognano il mondo dello spettacolo e cercando di partire dal gradino più basso, raccogliendo autografi di divi famosi.
A differenza degli altri, ha uno scopo ben preciso nella vita, riuscire ad affermarsi come comico. Passa le sue giornate a scrivere monologhi e battute umoristiche, spedisce il suo lavoro agli studi di produzione, che purtroppo non danno mai una risposta.
Emarginato dal mondo reale e dal mondo che egli ama più di ogni altra cosa esistente, Rupert, finisce presto per crearsene uno proprio, irreale, frutto della sua fantasia, che però lo aiuta a sopravvivere. Il suo mondo è composto da attori e cantanti di fama, che gli sono amici e che lo vogliono come ospite nei loro spettacoli.
Ben presto Rupert, finisce addirittura col identificarsi nel comico di successo e gli riesce così bene che si sente alla pari ai più famosi personaggi del momento ed in alcuni casi, superiore ad essi. Prova inoltre i suoi monologhi di fronte ad un pubblico" immaginario", che apprezza le sue battute, ma che esiste solo nella sua fantasia.
A questo punto seguendo la storia ci si rende conto che Rupert non riesce più a distinguere la realtà dall'immaginazione. Il tempo passa e sentendosi pronto ad affrontare un pubblico vero, decide un giorno di fare il grande passo e cioè conoscere personalmente il suo idolo: Jerry Langford. Come aveva già fatto molte altre volte, ma senza mai spingersi oltre, lo aspetta all'uscita dello studio televisivo dove lavora e questa volta, con un pretesto, riesce a salire sulla sua limousine, avendo così l'opportunità di presentarsi e di manifestargli il desiderio di collaborare con lui. Un'opportunità di lavoro all'interno del Jerry Langford show. Questo è tutto quello che chiede.
Durante il tragitto che và dallo studio televisivo all'abitazione di Jerry, quest'ultimo cerca di far capire a Rupert che non è così che si entra nel mondo dello spettacolo e cerca di sbarazzarsi di lui. Ma tutto questo Rupert non lo recepisce perché è elettrizzato da quello che è da poco successo, si convince di aver trovato un nuovo amico, addirittura un mentore.
Il giorno dopo e nei successivi, Rupert, cerca di mettersi in contatto con Jerry, ma senza nessuna risposta. Questo forse lo spinge a recarsi nella residenza personale di Jerry, giusto per avere l'opportunità di parlargli nuovamente di persona. Con un gioco di malintesi col maggiordomo, riesce ad entrare, senza però esserne stato invitato.
Ben presto Jerry se ne accorge e contrariato lo caccia di casa in malomodo.
Questa è la molla che fa scattare un meccanismo di rivalsa nella testa di Rupert, decide che si sarebbe esibito nello show a tutti i costi. Si organizza con un'amica complice e rapisce Jerry, tutto questo poco prima dell'inizio dello spettacolo.
Pone alla produzione un riscatto: per riavere Jerry indietro vivo, c'è una sola condizione, potersi esibire nel Jerry Langford Show al suo posto e rivedersi poi in televisione.
Dopo una serie di peripezie ed un incontro ravvicinato con i poliziotti accorsi allo studio per arrestarlo, Rupert, riesce finalmente nell'intento, coronando così il suo più grande sogno: Esibirsi, come protagonista, nello show che detiene il primato degli ascolti televisivi. Nel frattempo Jerry, si è liberato e Rupert è stato arrestato e rinchiuso in prigione con l'accusa di sequestro di persona…

-La trama pone un quesito: quanto si è disposti a rischiare, per entrare nel mondo che si sogna?
Il protagonista del film, da già una mezza risposta. Ogni persona può ottenere quello che vuole dalla vita, basta che sia disposto a pagarne il prezzo.
Io aggiungo… E che prezzo!

Voi, a questo punto, vi chiederete dove sta il finale meraviglioso menzionato all'inizio della recensione ???

Siete proprio sicuri di volerlo sapere da me?
Non ritenete sia meglio acquistare il film e vederlo di persona?

Comunque se proprio lo volete sapere, finisce che….
Rupert, dopo aver scontato circa 3 anni dei 6 inflittagli dal tribunale, per buona condotta esce dal carcere.
Diventato un grande personaggio per il bizzarro gesto, nel frattempo, è riuscito a catturare l'interesse dei network, che l'hanno premiato con tanti articoli sui giornali e servizi televisivi che lo riguardavano, richiamando l'attenzione di un'importante casa editoriale che pubblicherà: Re per una notte, l'autobiografia di Rupert Pupkin (un libro di memorie).
Il libro diventerà un Best Seller, dal libro un film ed una pioggia di milioni di dollari, tutti per lui e per il suo nuovo agente procuratore.
E finalmente il gran finale, Il suo ritorno alla grande dopo anni di assenza dalle scene, nel suo nuovo show televisivo: il Rupert Pupkin Show.

Più lieto fine di così….bizzarro vero ??

 
     


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